Il Depuratore più Avanzato d’Italia

Il depuratore biologico più avanzato d’Italia sarà costruito in Sardegna.

Nel più grande progetto di riqualificazione turistica della borgata marina di San Giovanni del Sinis è stato approvato il progetto realizzato con una tecnologia di nostro brevetto, il BioVar.

Il bando è stato aggiudicato a Gennaio 2018, ed i lavori saranno avviati a breve.

San Giovanni è una splendida cittadina ubicata nell’omonima penisola (il Sinis) nei pressi di Cabras (OR), una zona resa famosa dai reperti archeologici rinvenuti nel sito di Tharros, sito che è visitato da più di 100.000 turisti all’anno.

Proprio a ridosso di questa antica città fondata dai fenici sorge San Giovanni.

Criticità da risolvere

Per preservare i gioielli paleocristiani, fenici e romani che sorgono in questa lingua di terra, ma volendo nel contempo rilanciare l’identità turistica di queste magnifiche zone, la prima necessità da soddisfare è stata la progettazione della rete fognaria ed il relativo depuratore.

La  disponibilità di terreno è senza dubbio il primo fattore da considerare al fine di dotare il borgo delle adeguate infrastrutture.

Il bisogno di occupare il minor spazio possibile, garantendo un servizio adeguato, è principalmente dettato dalla natura del luogo a ridosso di un importante sito archeologico, e quindi con alta probabilità di rinvenire reperti.

Trattandosi inoltre di una zona prettamente turistica si deve far fronte alla necessità di creare un depuratore in grado di gestire adeguatamente le pendolazioni di flusso, che, nel caso di San Giovanni del Sinis, arrivano ad un valore a doppia cifra, considerando il rapporto fra la popolazione stabilmente residente ed i picchi da presenze turistiche.

Tutela Ambientale

La lunga spiaggia di un azzurro cristallino, che si trova a pochi passi dal borgo, è meta ambita degli amanti del surf e delle zone di mare ancora selvagge. Una “sorella minore” della famosissima spiaggia dei cristalli di quarzo (Is Arutas), che dista soltanto pochi chilometri in linea d’aria.

Tutelare questo paradiso è esigenza altrettanto prioritaria e per questo Azienda Italiana Depuratori si è impegnata a trovare una soluzione che garantisse un sicuro risultato in termini di depurazione: una tecnologia che fosse MBBR o migliore, che permettesse la gestione dinamica del flusso di reflui turistici (la sopra citata pendolazione stagionale), ma, e soprattutto, occupasse uno spazio nettamente inferiore a quello richiesto dai classici depuratori comunali.

Prevenire danni ambientali

Alla luce dei recenti gravi fatti di cronaca accaduti a Capaccio Paestum (SA) è possibile dire che la soluzione trovata sia senza dubbio la migliore in assoluto.

Maggiori dettagli sul grave disastro ambientale accaduto, causato dalla fuga dei corpi di adesione plastica accaduta a Febbraio/Marzo del 2018, sono raggiungibili a questo indirizzo: video intervista al Dottor Massimino (Clicca qui).

Volendo riassumere la situazione accaduta al depuratore campano: un cedimento strutturale di una griglia di contenimento causò un conseguente sversamento in mare 700 metri cubi di dischetti plastici che invasero le spiagge dalla Toscana alla Calabria.
Nella progettazione del depuratore di San Giovanni del Sinis, Azienda Italiana Depuratori ha risolto preventivamente anche questa terza, ma non meno importante, necessità di sicurezza ambientale.

La domanda a cui ci si è trovati a dover rispondere è stata la seguente.

Se si dovesse creare un danno strutturale di qualsiasi tipo, e malauguratamente dovesse essere riversato il refluo e i corpi di adesione in esso contenuto, direttamente in mare,  come si può evitare un disastro ambientale simile al “caso dei dischetti del tirreno” ?

La soluzione individuata è consistita nell’usare la migliore tecnologia disponibile sul mercato mondiale.

Un brevetto depositato che ha alle spalle una sperimentazione di quasi 40 anni: il BIOVAR.
Questa tecnologia rappresenta attualmente il più sicuro, economico, performante, compatto ed efficiente sistema di depurazione biologica esistente.

Una tecnologia che, anche in caso di disastro, causerebbe un impatto ambientale pari a ZERO.

La parte svolta dai tristemente famosi “dischetti plastici” viene svolta da una sostanza speciale che abbiamo scoperto e selezionato negli anni. Un materiale biodegradabile al 100% che ha prestazioni fino a 1000 volte superiori ai classici corpi in polipropilene utilizzati nei più avanzati depuratori di tipo MBBR.

La più avanzata tecnologia biologica disponibile

Negli ultimi 40 anni Azienda Italiana Depuratori ha già dotato in via sperimentale privati, ed aziende in tutti i settori, di questa tecnologia, e le rese sono state eccellenti, fino a consentire il deposito del Brevetto ed il salto verso versioni e dimensioni di impianto sempre più elevate.

Si tratta di un complesso sistema di trattamento del refluo in una singola vasca in cui viene inserito un letto sommerso espanso di una massa carboniosa specifica e dedicata che chiamiamo, per motivi di brevetto, MC45.

La storia di questa invenzione, può essere letta qui, e, nella sua singolarità, spiega come Azienda Italiana Depuratori sia arrivati alla sua scoperta, elaborazione di più prototipi, miglioramento continuo e ottimizzazione, fino al deposito del brevetto.

 

L’estremo livello di “compattezza” raggiunto figlio della grande efficienza raggiunta per unità di volume, è particolarmente apprezzabile, sovrapponendo il volume del BioVar alla planimetria di un classico impianto comunale esistente (caso reale, in un altro Comune, oggetto di un altro prossimo intervento):

La superficie occupata dall’attuale impianto, ormai obsoleto, è di 1768 metri quadri.

Quella indicata in rosso sarà la superficie occupata dal nuovo impianto Biovar ad ossidazione totale.

La superficie occupata dal nuovo impianto sarà di 572 metri quadri.

 

Questo permette un risparmio del 68% del terreno da dedicare al depuratore comunale.

Biovar occupa meno di 1/3 dello spazio dei classici progetti con tecnologie a fanghi attivi.

 

Inoltre, la risposta da parte delle colonie batteriche coadiuvate dalla massa carboniosa MC45 è ultra veloce quando deve fare fronte alla pendolazione delle portate idrauliche del refluo, tipiche della stagionalità. Le prestazioni depurative, raggiunte, sono arrivate fino a 1000 volte quelle ottenute dai classici impianti a corpi di riempimento plastici.

E’ possibile trovare approfondimenti di carattere divulgativo sul canale Youtube di Depurare Italia, oppure direttamente sul sito di Azienda Italiana Depuratori.

 

 

MP