Come eliminare il piombo nelle acque potabili

La Sardegna è nota per essere una regione ricca di metalli e risorse minerarie in genere.

Questa risorsa, che in passato ha rappresentato una vera ricchezza per l’Isola, ha come contraltare il fatto che le falde acquifere, spesso, si “arricchiscono” di metalli pesanti, tipicamente di tipo ferroso, piombo, arsenico ed altri, pericolosi per la salute e correttamente vietati dalle normative in materia di potabilizzazione.

Il caso concreto qui trattato è relativo ad una zona caratterizzata da un insieme di Comuni che presentano tutti la stessa criticità: una falda acquifera naturalmente ricca di piombo.

Le soluzioni attualmente disponibili per bloccare a monte questo metallo dannoso sono diverse, ma la maggior parte di esse ha dei costi elevati, sia di impianto che di manutenzione.

La soluzione ideata da Azienda Italiana Depuratori è consiste nel puntare sulla filtrazione passiva e modulare, con l’uso di filtri automatizzati che vantano bassissimi costi di manutenzione.

I filtri sono realizzati in acciaio inossidabile e composti da letti filtranti progressivi di tipo adsorbente.

Gli aspetti più significativi sulle peculiari caratteristiche di questa soluzione, sono così sintetizzabili:

1.Efficacia: il procedimento di adsorbimento avviene per semplice passaggio dell’acqua attraverso un mezzo inerte, per un tempo di contratto prestabilito, e non richiede pompe, motori o macchinari che potrebbero essere soggetti a malfunzionamenti.

2.Economicità della gestione: l’impianto non prevede alcun motore elettrico, non richieste alcun consumo energetico, nessun consumo di prodotti chimici, ed economicità della manutenzione in quanto tutti i componenti impiegati sono in acciaio inox e non richiedono alcun tipo di intervento manutentivo.

  • Le stesse tecnologie, per inciso, sono utilizzabili con la stessa efficienza ed economicità, per la potabilizzazione di acque da contaminazioni di arsenico.
  • La filosofia di Azienda Italiana Depuratori è creare impianti solidi, duraturi, efficienti e con costi di manutenzione contenuti: anche in questo caso tale impostazione ha trovato il favore dei Clienti e dei tecnici impegnati nella valutazione del progetto.

Il Piombo è spesso presente nelle acque di rete, a causa dell’utilizzo, ormai obsoleto (e vietato), di tubature dello stesso materiale, che in determinate condizioni viene ceduto all’acqua che vi scorre.
Data la pericolosità per la salute umana, si sono nel tempo stratificate una serie di normative per la regolazione delle quantità di questo metallo nelle reti idriche e, comunque, nell’acqua potabile.
La direttiva UE del 1998 aveva previsto una drastica riduzione del metallo pesante nelle acque ad uso umano. Il successivo decreto legislativo 31 del 2001, aveva reso esecutiva la nuova indicazione, ma allora si dispose una fase di transizione perché sarebbe costato troppo mettere a norma tutti gli impianti.
Dal 26 Dicembre 2013 l’acqua potabile italiana deve contenere meno piombo: in questa data sono entrati in vigore i nuovi limiti previsti dal decreto che riduce di oltre la metà la quantità ammessa, da 25 a 10 microgrammi per litro.
Cosa dice l’OMS?
Il piombo è un metallo pesante che può causare disturbi neurologici e del comportamento, malattie cardiovascolari e, secondo il recente allarme, anche ritardi nello sviluppo neurologico dei bambini. Sintomi dell’assunzione del piombo sono problemi ai reni, ipertensione, ridotta fertilità, aborti; può provocare inoltre ritardi nella maturazione sessuale e alterazioni dello sviluppo dentale.

 

MP